Perdersi e orientarsi: un pomeriggio per festeggiare i vent’anni della camminata utopica del Teatro dei Venti

Appuntamento al Teatro dei Segni di Modena il 5 aprile 2025

Pubblicato il 23/03/2025 / di / ateatro n. 203

Il Teatro dei Venti celebra i suoi vent’anni con una giornata dedicata al tema Perdersi e orientarsi, sabato 5 aprile 2025, dalle ore 15:00, presso il rinnovato Teatro dei Segni di Modena, in via San Giovanni Bosco 150. Un’occasione unica per condividere esperienze, per approfondire il tema e presentare il libro Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti ​pensando al futuro (Titivillus), a cura di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino e Salvatore Sofia.

Un programma ricco di incontri e riflessioni

Il Teatro dei Segni a Modena

Il Teatro dei Segni a Modena

La giornata si aprirà alle ore 15:00 con incontri e approfondimenti sul tema “Perdersi e orientarsi”, un filo rosso che ha segnato il cammino artistico e umano del Teatro dei Venti.
Saranno con noi Ettore Perozzi, astrofisico esperto di meccanica celeste e divulgazione scientifica, Angela Barbetti, archivista e conservatrice del patrimonio fotografico, Elena Dak (intervento video), antropologa, scrittrice e guida del deserto, Matteo Buraglio, coordinatore di una struttura sperimentale per malati di Alzheimer, figure che, attraverso le loro esperienze, ci offriranno nuove prospettive su questo concetto centrale nel nostro lavoro.
Alle ore 18:30, dopo i saluti istituzionali, verrà presentato il libro Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro (Titivillus), a cura di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino e Salvatore Sofia. Seguirà un brindisi e un momento conviviale per festeggiare insieme questo importante traguardo.
Come dichiara Stefano Tè, direttore artistico della compagnia modenese,

Il 2025 è un anno speciale per il Teatro dei Venti. È il suo ventennale. 20 anni di esistenza e di resistenza. Resistere alla diffidenza, alla precarietà, alla realtà. Soprattutto sono 20 anni di teatro. Vite dedicate e affidate al teatro. Un’alternanza di tensione e serenità in continuo cammino. Un viaggio dove ci siamo persi e ci siamo ritrovati, dove ci siamo saputi orientare mantenendo coerente il cammino.
Abbiamo scelto una giornata. Il 5 aprile, dove accogliere amici che hanno segnato il viaggio e altri con i quali c’è l’intenzione di proseguire un cammino, spettatori, artisti.
Abbiamo deciso di condividere con tutti una tematica a noi molto cara, che ci riguarda. Perdersi e orientarsi. Ospiti speciali provenienti da ambiti assai diversi dal nostro saranno presenti per donarci un punto di vista differente.
Il teatro è per noi un luogo dove confluiscono orizzonti diversi. Il teatro si alimenta di visioni, accoglie, elabora, trasforma. Soprattutto ha lo sguardo proiettato verso l’altro.
Teatro è Noi.

La partecipazione è gratuita, basta compilare il modulo di iscrizione sul sito del Teatro dei Venti e presentarsi al Teatro dei Segni il giorno dell’evento.

Il libro

Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti ​pensando al futuro
A cura di Giulia Alonzo, Oliviero Ponte di Pino e Salvatore Sofia
(Titivillus, 2025)

Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro

Il Teatro dei Venti diretto da Stefano Tè è una realtà teatrale, ma non solo: crea spettacoli apprezzati a livello internazionale (Il Draaaago, Pentesilea, Moby Dick, Don Chisciotte), ma è anche attivo nelle carceri nelle scuole, tra gli anziani, in progetti di rigenerazione territoriale a base culturale, nelle periferia di Modena e nel piccolo borgo appenninico di Gombola.
A ispirare e dare senso a queste progettualità, spesso basate sulla partecipazione dei cittadini, soprattutto i più giovani, è la spinta utopica che anima la compagnia. Nel ripercorrere questi vent’anni, gli autori esplorano le diverse utopie sperimentate dal Teatro dei Venti: la creazione del gruppo, il lavoro nel quartiere, la scoperta della strada, l’atmosfera del festival, le esperienze nei margini, la reinvenzione di un borgo abbandonato…
Utopie nel mezzo. Vent’anni del Teatro dei Venti pensando al futuro è una “camminata utopica”, il racconto di un’esperienza insieme eccezionale ed esemplare, corredato da centinaia di immagini e frammenti visionari, che ci fa scoprire nuove modalità di attivazione culturale e poetica.

AHOS

La scrittura del volume ha accompagnato AHOS All Hands On Stage, un progetto di fomazione professionale nel settore dello spettacolo dal vivo che ha interessato diversi paesi europei, cofinanziato da Europa Creativa (2022-2025). Oltre al Teatro dei Venti (capofila), coinvolge sei partner di cinque Paesi: Italia, Germania, Serbia, Polonia e Grecia. Il progetto si propone di sviluppare e sperimentare un percorso di formazione e accompagnamento per la professionalizzazione dei detenuti nel campo del teatro (tecnica, scenografia, costumi, luci…); di rafforzare e valorizzare le competenze degli operatori professionali che già svolgono attività teatrali in carcere, attraverso un confronto a livello europeo; di sensibilizzare il pubblico teatrale e i principali stakeholder sull’importanza di questo nuovo percorso professionale non solo per il singolo detenuto, ma per la società nel suo complesso.

PARTNERS
aufBruch – Berlin (Germany)
Kolektyw Kobietostan – Wroclaw (Poland)
CRI – Institut za performativne umetnosti i socijalni rad – Belgrade (Serbia)
Sommerblut Kulturfestival e.V. – Cologne (Germany)
Fabrica Athens – Athens (Greece)

“Se, come dice William Shakespeare nella Tempesta, siamo fatti della stessa sostanza dei sogni, allora i sogni possono essere fatti della nostra stessa sostanza. Da questa proprietà transitiva ipotetica e fragile nasce il teatro, con la sua capacità di farci sognare mondi diversi, che possiamo immaginare, creare, abitare.
Il Teatro dei Venti crea e abita fin dagli esordi questi sogni intrecciati, che sembrano nascere l’uno dall’altro e intrecciarsi l’uno nell’altro. Laboratori, spettacoli, progetti hanno costruito una geografia insieme immaginaria e reale.”
(Dall’introduzione)

Il Teatro dei Venti

Gruppo teatrale attivo dal 2005 nella creazione di spettacoli e progetti che uniscono creatività e comunità per una efficace coesione sociale. Opera nella formazione teatrale per bambini, ragazzi e adulti, con corsi presso la sede di Modena e in diversi contesti sociali. Ha sviluppato una ricerca artistica nel teatro per spazi urbani, con trampoli e scenografie mobili. Dal 2006 realizza progetti permanenti nelle carceri di Castelfranco Emilia e Modena, in collaborazione con il Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Promuove progetti di Cooperazione Internazionale (Mozambico, Serbia, Senegal) e nel campo della Salute Mentale con DSM-DP dell’AUSL di Modena.
Dal 2012 cura Trasparenze Festival e Residenze Teatrali per valorizzare la creatività contemporanea e i nuovi spazi scenici. Tra i partner principali: Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, ATER Fondazione, Arci, Comune di Modena, Fondazione di Modena, Bper Banca, Otto per Mille Chiesa Valdese, Otto per Mille della Chiesa Luterana. Attualmente impegnata nel progetto AHOS – All Hands On Stage, co-finanziato da Creative Europe, per la produzione artistica e la professionalizzazione dei detenuti nei mestieri del teatro.
Dal 2020 con il progetto Abitare Utopie, sostenuto dalla Fondazione di Modena, sviluppa un modello di creazione artistica con la comunità, coinvolgendo le Carceri, il quartiere di Via San Giovanni Bosco a Modena e il borgo di Gombola. Dal 2024 è in tour con Don Chisciotte, nuova produzione per spazi urbani. A febbraio 2025 debutta con la Trilogia dell’assedio con attori delle carceri di Castelfranco Emilia e Modena all’interno della Stagione 2024-25 di ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, al Teatro delle Passioni di Modena.




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