Il bando per il tandem Direttore generale e Direttore artistico di Fondazione Emilia-Romagna Teatro

Scadenza 10 aprile 2025

Pubblicato il 22/03/2025 / di / ateatro n. 203

Il teatro italiano inizia a adeguarsi al nuovo Decreto Ministeriale, che per i Teatri Nazionali prevede uno sdoppiamento della direzione, con la nomina di un Direttore Generale e di un Direttore Artistico. Questo cambiamento richiede a volte una modifica dello Statuto dell’ente, se non prevedeva questa struttura apicale. Il modello resta ovviamente quello della coppia Grassi-Strehler che ha fondato e a lungo retto le sorti del Piccolo Teatro.
Di recente alcuni teatri si erano già mossi in questa direzione, anche per far sbollire le tensioni politiche: è il caso del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa (Lanfranco Li Cauli dal 1° dicembre 2024 è Direttore Generale delegato del Piccolo Teatro di Milano, a fianco del Direttore Claudio Longhi) e del Teatro di Roma (con la nomina di Maurizio Roi a direttore generale il 17 dicembre 2024, a fianco del Direttore artistico Luca De Fusco).
Anche Fondazione Emilia-Romagna Teatro sta provvedendo a modificare il proprio Statuto e il 21 marzo 2025 ha lanciato un bando per la figura del Direttore generale (il direttore unico, Valter Malosti, è attualmente in scadenza).
A differenza di altri bandi recenti, quello di Fondazione Emilia-Romagna Teatro non pone vincoli tassativi: per esempio, il titolo di studio (come in alcuni precedenti bandi della stessa Fandazione) o un certo numero di anni alla direzione di un Teatro Nazionale o TRIC (come nel bando di Marche Teatro nel 2024).
Sono sufficienti, ai fini dell’ammissione alla presente selezione:

– comprovata esperienza nel settore teatrale;
– comprovata esperienza nell’organizzazione, progettazione e direzione manageriale nel settore
dello spettacolo dal vivo.

Ovviamente titoli di studio e curriculum vengono valutati, ma senza barriere d’ingresso. In particolare:

Nell’esame di ciascun curriculum presentato saranno oggetto di valutazione:
– esperienza professionale e adeguatezza delle competenze tecnico-artistiche specialistiche
nell’ambito delle arti performative;
– conoscenza del panorama culturale e artistico italiano e internazionale, comprese le reti ed i
programmi europei;
– esperienza nell’interazione positiva con il tessuto culturale del territorio della Regione Emilia-
Romagna;
– competenze di amministrazione e controllo di gestione;
– conoscenza ed esperienza dei principali processi gestionali e organizzativi nell’ambito delle
organizzazioni culturali;
– altre esperienze professionali qualificanti in relazione alla posizione per la quale si presenta
domanda.
– la congruità del titolo di studio, ritenendo preferenziale la laurea triennale o laurea vecchio
ordinamento o laurea specialistica/magistrale nuovo ordinamento, o altro titolo ad esse
equipollente in materie giuridiche, economiche, umanistiche o nell’ambito del teatro e delle
discipline dello spettacolo;
– particolari specializzazioni professionali, culturali e/o scientifiche postuniversitarie
nell’ambito dei compiti specifici della posizione di cui trattasi;
– ulteriori concrete e qualificate esperienze di lavoro che denotino particolare attinenza in
relazione alla posizione oggetto del presente avviso o ad una posizione analoga, contraddistinte
da un profilo ed orizzonte di innovazione.

La Fondazione ha dunque un ampio margine di manovra nella scelta del nuovo Direttore Generale, anche a partire dal progetto per il triennio richiesto dal bando.
Un aspetto cruciale riguarda la figura del Direttore Artistico, che viene proposto dai candidati alla Direzione Generale:

I candidati/e selezionati dalla Commissione di Valutazione di cui all’art. 8, saranno invitati/e a proporre al Consiglio di Amministrazione una figura, con comprovate competenze artistiche e uno sguardo innovativo, che possa ricoprire la funzione di Direzione Artistica o in alternativa proporsi essi/esse stessi/e per ricoprire tale funzione.

Il termine chiave di questo paragrafo è ovviamente “innovativo”: e queste requisito dovrà riflettersi nella Traccia di Progetto triennale (contenuto in un numero massimo di 20.000 caratteri) richiesta dal bando, che esplicita anche le “linee guida”:

– garantire il livello qualitativo dell’attività produttiva e di programmazione di ERT Fondazione;
– coniugare, all’insegna di un’offerta multidisciplinare, trasversale e rappresentativa della pluralità del teatro, espressioni artistiche dell’innovazione e della tradizione, promuovendo connessioni virtuose tra la valorizzazione della creatività emergente e la salvaguardia del patrimonio teatrale italiano, dalle compagnie private al repertorio;
– proporsi di favorire il ricambio generazionale, promuovendo l’affermazione di giovani talenti della scena;
– sostenere la diffusione dello spettacolo italiano all’estero e i processi di internazionalizzazione, attraverso azioni con soggetti del sistema culturale nazionale e/o partecipazione a progetti europei e internazionali;
– supportare la mobilità e la circolazione delle opere, così come lo sviluppo di reti di offerta artistico-culturale di riconosciuto e qualificato livello nazionale e internazionale, anche tramite la valorizzazione di occasioni festivaliere, da sempre punto di valore e riconoscibilità della Fondazione.

<em>Antonio e Cleopatra</em> di William Shakspeare, regia di Valter Malosti Anna della Rosa e Valter Malosti (ph. Foto Tommaso Le Pera)

Antonio e Cleopatra di William Shakespeare, regia di Valter Malosti: Anna della Rosa e Valter Malosti (ph. Foto Tommaso Le Pera)

La nota stampa di Fondazione Emilia-Romagna Teatro

Modena, 21 marzo 2025

Nella riunione del 17 marzo scorso, il CdA di ERT Fondazione ha valutato le novità e le implicazioni del Decreto ministeriale 23 dicembre 2024, n. 463 “Criteri e modalità per l’assegnazione e la liquidazione dei contributi allo spettacolo dal vivo, a valere sul “Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo”.
In merito alle nuove disposizioni relative alla forma di governance dettata per i Teatri Nazionali il CdA, su impulso e in sintonia con i Soci Fondatori, ha deciso di uniformarsi al nuovo modello direzionale e organizzativo, previsto dal Decreto, che appare comunque aderente alla natura e alle esigenze di una realtà di rilievo qual è quella di ERT.
Una Fondazione attiva su cinque città e in sette Teatri, più altri spazi minori, protagonista di relazioni ed esperienze di profilo nazionale e internazionale, e sempre in stretto raccordo e interazione con le vocazioni e specificità dei territori e comunità in cui opera.
A tale scopo, in vista della scadenza dell’attuale incarico di Valter Malosti il 23 maggio prossimo, la Fondazione ha deciso di emanare un bando per una selezione dei candidati/e al ruolo di Direzione generale, secondo i nuovi criteri dettati dall’art. 9 del Decreto citato, che sarà pubblicato oggi, venerdì 21 marzo, sul sito istituzionale di ERT, e di avviare al contempo le procedure per uniformare il proprio Statuto alle nuove disposizioni.
Il CdA e la Fondazione tutta esprimono apprezzamento e gratitudine al Direttore Valter Malosti per il lavoro svolto in questi quattro anni, che ha condotto a risultati di indubbia rilevanza sul piano produttivo, al conseguimento di importanti riconoscimenti e ad un significativo incremento della partecipazione del pubblico in tutti i Teatri ERT.
La Fondazione ERT e il Direttore si saluteranno alla fine dell’attuale stagione, senza preclusioni a che i rispettivi percorsi possano, diversamente, ancora incontrarsi.

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