Quando il pubblico guarda lo spettacolo dal palcoscenico

L'Entertainment di Ivan Vyrypaev per Menoventi

Pubblicato il 14/03/2025 / di / ateatro n. 203

Le luci si abbassano, il marito (Francesco Pennacchia) e la sua amante (Tamara Balducci) iniziano un loop infinito di addii romantici e sdolcinati, talmente romantici e sdolcinati da lasciar trasparire la loro finzione, un loop che schiaccia prepotentemente il tasto “telenovela” mostrando tutto l’intrattenimento fine a se stesso nel suo splendore, in una parola l’entertainment. Così finisce lo spettacolo scritto da Ivan Vyrypaev, nella traduzione di Teodoro Bonci del Bene e firmato Menoventi per la regia Gianni Farina.

<em>Entertainment</em> di Ivan Vyrypaev, regia di Gianni Farina: Francesco Pennacchia e Tamara Balducci (ph. Ilaria Scarpa)

Entertainment di Ivan Vyrypaev, regia di Gianni Farina: Francesco Pennacchia e Tamara Balducci (ph. Ilaria Scarpa)

Il concetto di entertainment è, a ben vedere, intraducibile in italiano. Wordreference dà due accezioni: una prima legata alla sfera semantica del divertimento, dello svago, e una seconda assimilabile a quello di performance. Infatti, per gli anglofoni l’entertainment è una forma di spettacolo (teatrale, televisivo, cinematografico) che diverte. In italiano si potrebbe dire “intrattenimento”, ma questo termine assume una particolare accezione negativa se affiancato a uno spettacolo teatrale o a un film, mentre in inglese rimane più neutro. L’entertainment a cui fa riferimento il titolo dell’opera è proprio quel mix di sitcom americana e commedia all’italiana (Ivan Vyrypaev stesso ha dichiarato di essersi ispirato a Marcello Mastroianni e Monica Vitti per l’ideazione dei due personaggi del dramma) e tipica della commedia all’italiana, che ci chiude conuna risata amara. Mentre nelle sitcom americane, dopo mille peripezie, tutto si risolve serenamente. Nella commedia all’italiana spesso la situazione finale è agrodolce, magari anche con lieto fine, ma rimane sempre una più o meno velata critica ai costumi della società… Si pensi ai film di Sordi, al proverbiale Fantozzi o al più recente Perfetti sconosciuti.
È qui che risiede il nocciolo di Entertainment, parlare di potere mentre si parla di amore, due elementi antitetici e fortemente connessi.

<em>Entertainment</em> di Ivan Vyrypaev, regia di Gianni Farina: Francesco Pennacchia e Tamara Balducci (ph. Ilaria Scarpa)

Entertainment di Ivan Vyrypaev, regia di Gianni Farina: Francesco Pennacchia e Tamara Balducci (ph. Ilaria Scarpa)

L’azione di tutta l’opera si svolge in una platea, durante la messinscena di uno spettacolo fittizio. Al contrario di quanto ha sempre proposto Ivan Vyrypaev, che preferiva costruire sul palco le tipiche poltroncine rosse da teatro, Gianni Farina sceglie di ribaltare lo spazio e colloca i due attori seduti nella vera platea, mentre il pubblico viene fatto accomodare sul palco. In questo modo, si crea un primo piano in cui vi sono due gruppi di pubblici contrapposti. Un secondo piano è composto dai due attori che commentano una scena immaginaria in cui due altri due attori recitano una commedia romantica. Il terzo piano è attraversato dai dialoghi dei due personaggi immaginari che rappresentano un uomo sposato e la sua amante. Lei è intenta a sedurlo in tutti i modi, lui cerca di resistere pensando alla moglie sposata, che ama e che non vuole tradire. Ecco che emerge il rapporto tra potere e amore: il protagonista deve scegliere chi servire, se la moglie (pasionaria di prima linea) o l’amante (famme fatale attraente e provocante), se la ragione o l’istinto, se il dovere o il piacere.

“Credo di capirti, Margot, ma la tua dichiarazione d’amore mi spezza il cuore. Non vedi quanto è difficile per un uomo stare al cospetto di una bellezza come te, che oltretutto è così intelligente e educata che solo un santo potrebbe resistere a una tentazione come questa. Ahimè, Margot! Il mio cuore ha già una padrona, la quale ho giurato di servire fino alla morte: la mia Rebecca! Lei e solo lei è proprietaria del mio cuore e padrona della mia anima.
Immagino tu avrai sentito che non si possono servire due padroni? Anche se oggi quasi tutti fanno esattamente questo: servono due o più padroni contemporaneamente.”

Servire due o più padroni però comporta necessariamente il tradimento di una delle due parti, per cui è obbligatorio prendere una scelta ed è proprio in questo limbo che si consuma lo spettacolo. Col passare del tempo i tre piani si intersecano, si sovrappongono, si scambiano rapidamente e diventano sempre più labili le differenze tra essi. Emblematica in questo senso la scena del bacio in cui il pubblico si chiede in quale piano sia presente quella effusione, se tra Tamara Balducci e Francesco Pennacchia, se tra i due spettatori o tra i due protagonisti della commedia.

<em>Entertainment</em> (ph. Ilaria Scarpa)

Entertainment di Ivan Vyrypaev, regia di Gianni Farina: Francesco Pennacchia e Tamara Balducci (ph. Ilaria Scarpa)

Un gioco meta-metateatrale, figlio di Pirandello e nipote di Shakespeare, che inizia con una spiegazione della finzione teatrale in cui la spettatrice è confusa riguardo al rapporto tra provare amore e recitare l’amore, e lo spettatore le spiega che tutto quello a cui stanno assistendo è una rappresentazione congeniata e, pertanto, dell’entertainment. L’amore in scena rimane beckettianamente intrappolato tra un augurio e un addio fino allo spegnersi delle luci, e forse, il motivo è che ormai è tutto costruito solo per dare spettacolo. E allora traspare, e neanche in maniera troppo velata, la critica alla società attuale perché in un periodo in cui l’importante è apparire performativi agli occhi delle altre persone, anche l’amore, che è ciò di più inafferrabile, inesprimibile, l’elemento con cui Dante decide di descrivere Dio e chiudere la Commedia, spesso non è altro che pura finzione.

Entertainment
di Ivan Vyrypaev
con Tamara Balducci e Francesco Pennacchia
regia Gianni Farina
traduzione Teodoro Bonci del Bene
immagine Magda Guidi
voice over Consuelo Battiston
tecnica Francesco Nistri e Luca Telleschi
organizzazione Maria Donnoli e Marco Molduzzi
produzione Le Città Visibili, E production/Menoventi
con il sostegno di Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Faenza Si ringraziano l’associazione L’Attoscuro e il Comune di Montescudo – Monte Colombo I diritti dell’opera sono concessi da henschel SCHAUSPIEL, Berlino, in collaborazione con Zachar International, Milano
Visto al PimOff di Milano il 3 marzo 2025




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